Ultima modifica: 12 ottobre 2017

Marie Curie, una vita per la scienza (1867-1934)

Marie Curie (Maria Sklodowska) nacque a Varsavia il 7 novembre 1867, figlia di un professore di scuola superiore. Ricevette una formazione generale nelle scuole locali e un’educazione scientifica da suo padre. Venne coinvolta in un’organizzazione rivoluzionaria studentesca e ritenne prudente lasciare Varsavia, che allora si trovava sotto il dominio russo, per recarsi a Cracovia, appartenente all’Impero austriaco. Nel 1891 si trasferì a Parigi per continuare i suoi studi alla Sorbonne, dove si laureò in fisica e in scienze matematiche. Nel 1894 a Parigi incontrò Pierre Curie, professore della facoltà di fisica, e l’anno seguente lo sposò. Succedette a suo marito nella direzione del laboratorio di fisica alla Sorbonne, ottenne il dottorato in scienze nel 1903 e, dopo la tragica morte di Pierre Curie nel 1906, prese il suo posto come professore di fisica generale alla facoltà di scienze. Fu la prima donna a ricoprire questa posizione.

Fu anche nominata direttrice del laboratorio “Curie” nell’ “Institut du radium” dell’Università di Parigi, fondato nel 1914. Le sue prime ricerche, insieme al marito, furono spesso effettuate in condizioni difficili: le attrezzature di laboratorio erano scarse ed entrambi dovettero dedicarsi all’insegnamento per guadagnarsi da vivere.

La scoperta della radioattività da parte di Henri Bequerel nel 1896 ispirò ai Curie le loro brillanti ricerche e le analisi che portarono all’isolamento del radio e del polonio, elemento così chiamato in onore dal Paese in cui Marie era nata. Madame Curie  sviluppò i metodi per la separazione del radio da residui radioattivi in quantità sufficienti da permettere attenti studi sulle sue proprietà, in particolare terapeutiche. Marie Curie promosse infatti l’uso del radio per le cure mediche durante la Prima Guerra Mondiale e si dedicò personalmente a questo lavoro insieme a sua figlia Irene.

Mantenne l’entusiasmo per la scienza tutta la vita e si adoperò per fondare un laboratorio di radioattività nella sua città natale; nel 1929 il Presidente degli Stati Uniti Hoover le concesse una donazione per l’acquisto di radio da utilizzare nel laboratorio di Varsavia.

Madame Curie, tranquilla, dignitosa e modesta, ricevette grande ammirazione da parte degli scienziati di tutto il mondo. Fu un membro del “Conseil de Physique Solvay” dal 1911 fino alla morte e dal 1922 anche del “Comitato di Cooperazione Intellettuale” della “Società delle Nazioni”. Il suo lavoro fu documentato in numerosi articoli di giornali scientifici e fu autrice di pubblicazioni quali “Recherches sur les Substances Radioactives” (“Ricerca sulle sostanze radioattive”) (1904), “L’isotopie et les Éléments Isotopes” (“L’isotopia e gli elementi isotopi”) e il classico “Traité de Radioactivité” (“Trattato sulla radioattività”) (1910).

L’importanza del lavoro di Marie Curie si riflette nei numerosi premi che le furono riconosciuti. Ricevette molte lauree ad honorem in scienze, medicina e giurisprudenza e divenne membro onorario delle società scientifiche di tutto il mondo. Insieme con il marito, ottenne metà del premio Nobel per la fisica nel 1903 per i suoi studi sulla radioattività naturale scoperta da Bequerel, al quale fu assegnata l’altra metà del Nobel.

Nel 1911 le fu attribuito un secondo Premio Nobel, questa volta per la chimica, come riconoscimento per le sue ricerche sulla radioattività. Ricevette poi, insieme con suo marito, la “Davy Medal of the Royal Society” nel 1903; nel 1921 il Presidente degli Stati Uniti Harding, a nome delle donne d’America, le donò un grammo di radio in riconoscimento del suo servizio alla scienza.

 

Il testo è stato tradotto da Nobel Lectures, Fisica 1901-1921,  Amsterdam, 1967 (www.nobelprize.org)